Giorni tranquilli a Clichy – Henry Miller

Miller in questo romanzo ci descrive il periodo che trascorse a Parigi alla fine degli anni 20. Ciò che caratterizza questo grande autore statunitense è il costante contrasto che ebbe con la censura, in quanto i suoi romanzi contestano i valori culturali e morali americani dell’epoca.

Henry Miller non ebbe vita facile da un punto di vista economico – e in questo romanzo lo descrive molto bene -, ma era dotato di un innato talento letterario, tanto da diventare il protetto – e amante – della scrittrice Anais Nin, che gli fu vicina anche economicamente. Dal rapporto di Henry Miller e di sua moglie June con Anais Nin, nel 1986 venne pubblicato il libro ‘Henry and June’, basato sui diari della Nin.

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Etica di un amore impuro – Alessandro Savona

Quali parole si scrivono per raccontare un amore?”

Alessandro Savona ambienta la sua storia di sentimenti in due tempi e luoghi diversi, a Parigi nel 1982 e in Sicilia nel 2006. I continui salti temporali tra i capitoli e l’alternanza dei due protagonisti, il primo, Olivier, al tempo del Maggio Francese nel ’68, e l’altro, Marco, studente di architettura ai giorni nostri, non rendono la lettura troppo facile né scorrevole come ci si aspetterebbe da un volumetto di 130 pagine ma comunque interessante e ricca di emozioni forti.

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Africa, mon amour – Deanna Raybourn

Africa, mon amour” dell’americana Deanna Raybourn è il titolo (azzeccato) di questo libro uscito nel 2015 per la collana Harlequin Mondadori pertanto subito riconducibile a una narrativa rosa e romantica. A mio parere l’amore qua raccontato non riguarda esclusivamente quello tra due esseri viventi (o meglio, c’è anche quello ma non è il filo conduttore) piuttosto, quel forte sentimento che alcuni di noi, dopo una visita nel continente nero, potranno languidamente provare per il resto della vita. Insomma, qua si narra l’amore sviscerato per l’Africa, quello comunemente denominato ‘mal d’Africa’. In questo romanzo il rapporto con la terra incantevole e incontaminata è un qualcosa di estremamente tangibile.

L’incipit ci mostra una riunione familiare in grande stile, all’interno di una lussuosa suite in un hotel di Parigi. Siamo nel 1923, in una giornata grigia buia e grondante di pioggia, una delle tipiche dell’inverno parigino. L’ennesimo scandalo sta per saltare fuori e Dalilah – che questa volta l’ha fatta troppo grossa – dovrà allontanarsi dai salotti dell’alta società alla quale la sua complicata famiglia appartiene. Poche pagine e veniamo catapultati in Kenia, terra di tramonti infuocati, di tribù masai e kikujo, di swahili e di feroci animali esotici, dei leoni di Tsavo (vedi leggenda), del rougarou tanto temuto dagli indigeni e di europei espatriati che vivono in dissolutezza tra gin, musica jazz e safari.

E Delilah è un personaggio femminile indimenticabile. Salta fuori da una penna capace di creare ambientazioni storiche e geografiche descritte nei minimi dettagli, giusto per incantare il lettore con il manifestarsi, a poco a poco, di una insospettabile forza di spirito che giace – silente ma non troppo – sotto alla corazza di fascinosa petulanza e di femminilità quasi esasperante.

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La bocca delle carpe, Conversazioni con Amélie Nothomb – Michel Robert

Per la collana ‘Intrecci’ di Voland editore, recentemente è uscito “La bocca delle carpe – conversazioni con Amélie Nothomb”, un libro-intervista di Michel Robert all’autrice belga, alla ribalta della scena editoriale da circa un trentennio. Questa breve ma intensa opera letteraria mi ha fatto venire la voglia di conoscere Amélie, di incontrarla dal vero, e chissà mai non possa accadere, prima o poi a qualche festival letterario, tanto è eclettica, brillante e profonda la sua personalità.

Michel e Amélie hanno da sempre una speciale affinità, sì, tipo quella ‘elettiva’ tanto decantata dall’eminente Goethe, una sinergia di emozioni e pensieri che è causa e merito delle loro lunghe chiacchierate prive di riserve e avvenute a distanza di anni. Le loro prime conversazioni annotate in questo libro-verità, risalgono infatti al tempo in cui la Nothomb era appena rientrata dal Giappone, poco dopo i suoi vent’anni, a metà degli anni Novanta, in seguito procedono con brevi o anche lunghi salti temporali, fino quasi ai giorni nostri.

Nelle ‘Avvertenze’ pre-incipit, tra l’altro, Michel Robert dimostra egregiamente tutta la sua gratitudine verso questo particolare e profondo rapporto di amicizia con l’altro sesso, tessendone le lodi come pochi uomini saprebbero fare.

Uno scrittore è qualcuno che non può vivere senza scrivere e che possiede uno stile.”

Si esprime Amélie con l’amico quando questi le chiede la definizione di scrittore,

“Altrimenti non si può parlare di scrittore. Si parla di qualsiasi altra cosa. Di giornalisti, di cronisti, di scribacchini, di sbruffoni, anche di uomini attaccati ai soldi.”

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La vita moderna, Vreeland Susan

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La vita moderna, Vreeland Susan

Amo l’arte e amo leggere. I romanzi della Vreeland sono un’ottima scelta per chi desidera unire entrambe le passioni.
Lessi questo libro in un momento particolare della mia vita e questo mi ha provocato emozioni diverse. Ricordo ancora con molto piacere l’entusiasmo con cui partii per il viaggio a Parigi. Era per me un sogno che si realizzava. E la lettura di questo romanzo capitò proprio a puntino. La prima parte l’affrontai prima di partire e quindi immaginavo le atmosfere, gli ambienti e i luoghi che l’autrice descriveva e che di lì a poco anch’io avrei visitato. La seconda invece, è stata letta al rientro dal viaggio, per cui avevo tutto fresco in memoria ed è stato ancora più emozionante rivedere con gli occhi della scrittrice i posti dove anche io ero passata: Montmartre, il Mouline de la galette, le fermate della metro, il Louvre e tutto ciò che questa meravigliosa capitale ha da offrire.

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