La misura del tempo – Gianrico Carofiglio

È tornato in libreria l’avvocato Guido Guerrieri, fortunato personaggio ideato da Gianrico Carofiglio. Questa volta il legale è chiamato a dover risolvere un caso che lo riguarda da vicino essendo, Lorenza, la madre del suo imputato, una donna con la quale negli anni ’80 ha avuto una relazione sentimentale. Iacopo, il figlio, è in prigione. È in prigione con la gravissima accusa di omicidio. E mentre il giovane sembra non aver interesse alcuno alla sua difesa, la donna di professione insegnante precaria, ha perso tutta la sua lucentezza e tutta la sua bellezza. Di lei non resta altro che una figura opaca consumata dalla nicotina e dai debiti che ha dovuto contrarre per fare fronte alle tante e ingenti spese necessarie per la difesa del ragazzo.

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Lontano da casa – Pinar Selek

L’esilio involontario, il dolore per questo, la forza e la speranza, il coraggio di una donna la cui libertà è in serio pericolo. Da questi brevi presupposti ha inizio l’opera di Pinar Selek, sociologa attivista femminista nonché scrittrice di origini turche. Pinar da sempre si allena a respingere le pareti degli spazi reali e immaginari, da sempre è avvezza avventurarsi sempre più lontano, verso l’ignoto, verso la bellezza degli incontri, verso quelle frontiere di cui i legami si prendono gioco. Tuttavia, è costretta ad affrontare il più grande degli ostacoli: un processo senza fine che ancora oggi la vede destinataria di una plausibile condanna all’ergastolo.

Accusata di un reato per il quale si è dichiarata innocente, è stata incarcerata per due anni e mezzo, è stata oggetto di tortura, ha lottato con le unghie e con i denti ergendosi al mondo con uno sciopero della fame e alla fine, l’esilio. Sono passati vent’anni eppure, ancora oggi, una sentenza di assolvimento o di condanna, non c’è. Come sopra anticipato si tratterebbe di una condanna all’ergastolo, che si aggiungerebbe a un dolore già di per sé protrattosi nel tempo.

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Cattiva – Myriam Gurba

L’uomo, un maniaco sessuale, ha già aggredito molte donne, stuprando e uccidendo una di loro; la messicana Sophia Torres. Ossessionata dallo spettro di Sophia, Myriam Gurba racconta il suo “dopo violenza”, ripercorrendo in queste pagine sconvolgenti la sua storia. Un viaggio nel tempo: l’infanzia felice, scissa tra cultura messicana e americana; il rapporto magico con la nonna Abuelita; quello trasgressivo con le compagne di college a Berkely. Ma anche l’approccio ai grandi della letteratura e della filosofia, la scoperta e l’identificazione in due figure femminili molto forti nell’arte contemporanea: Ana Mendieta e Hannah Wilke.

Un libro originale, non per tutti. Una prosa a tratti difficile, a tratti ipnotica. Temi scomodi, il razzismo, le molestie, lo stupro. Una testimonianza feroce e sincera che ho molto apprezzato.

Siamo in America negli anni novanta, nella vita di Myriam, in quel flusso di coscienza che sono i suoi pensieri. Non c’è via di scampo, imprigionati nella sua mente, ci trascina all’inferno. Conosciamo tutto di lei: siamo bambine spensierate, poi giovani adolescenti alla scoperta di un corpo che cambia, che non sempre si accetta, siamo le sopravvissute di uno stupratore seriale, di uno spudorato assassino. Leggiamo la sua storia, e non possiamo che apprezzarne la forza, la spiccata ironia che la contraddistingue, sempre attenta a proteggere il suo dolore.

Myriam Gurba è una ragazza cattiva perché ha imparato a usare la sua cattiveria come arma di difesa non solo per le violenze fisiche, ma anche per le offese subite, non per ultima la reazione del padre alla notizia della violenza, che accusa la figlia di essersi vestita in maniera sbagliata.

Difesi la mia scelta in merito all’abbigliamento, urlando uno sloga che avevo sentito urlare da una femminista isterica durante un talk show: QUELLO CHE INDOSSA UNA DONNA NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON IL FATTO CHE VENGA STUPRATA!

La storia di Myriam è la storia di molte donne, è l’inno alla vita, l’esempio di come sia possibile rialzarsi e combattere per se stesse e per le altre. Un libro che consiglio.

        Manuela

L’angelo di Monaco – Fabiano Massimi

«C’è chi è fatto per la realtà, commissario Forster, e chi è fatto per la finzione»

Il destino. Siamo davvero consapevoli di quando questo comincia a compiersi? Siamo davvero sicuri di riuscire ad accorgerci di questo fato che incombe su di noi, che si paventa sul nostro cammino fiero e imperscrutabile al punto tale da sconvolgere quei sentieri che credevamo certi? E ancora, quando e di chi possiamo davvero fidarci? Forse non ce ne accorgiamo che a fatti occorsi, forse, semplicemente, ce ne accorgiamo quando la nostra fiducia è stata donata con la massima sincerità, certezza e umiltà a chi ci ha fatto credere di potersela guadagnare. Certe volte poi, a rendere tutto più complesso è l’insieme delle circostanze storiche e sociali che ci circondano, un po’ come accade ne “L’angelo di Monaco”, romanzo d’esordio di Fabiano Massimi, modenese classe 1977 che ci dona un testo dalle mille sfaccettature e dalle molteplici riflessioni.

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Onori – Rachel Cusk

Con la pubblicazione di “Onori”, Rachel Cusk, classe ‘67, inglese di origine canadese, conclude la brillante trilogia consacrando il sentiero percorso dalla sua protagonista, Faye, ammaliante scrittrice inglese di successo, e lo fa utilizzando un inedito linguaggio narrativo. Magistralmente tradotto da Dania Nedotti per Einaudi Stile Libero, Onori – Kudos in lingua originale, si aggiudica già il posto tra i migliori libri dell’anno.

Fotografato dalle più esclusive book-influencer, il tam tam sui social ne ha fatto, anche grazie alla splendida copertina originale, un oggetto del desiderio e di moda. Strizzando l’occhio alla “trilogia dell’incomunicabilità”, i tre libri, Resoconto, Transiti e Onori, fanno parlare di “trilogia dell’ascolto” considerato che le circa 600 pagine totali sono impresse come pellicola fotosensibile di storie e confessioni che la protagonista ascolta senza allogare giudizio o intromissione, solo legandole insieme. Attenta come un regista di reportage, la Cusk, inquadra i suoi soggetti senza interferire e proietta degli attenti ritratti, curati nei minimi dettagli, delineando una perfetta caratterizzazione dei personaggi.

Oltre ad altri romanzi, l’autrice ha avuto successo con due libri a metà tra il saggio e il memoriale: “A life’s work” sulla maternità e “Aftermath” sul divorzio; evidentemente questo genere letterario, più della narrazione classica, ha favorito la ricerca formale da cui è nata la trilogia.

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Tutto questo tempo – Nicola Ravera Rafaele

Torna in libreria Nicola Ravera Rafaele autore de “Il senso della lotta” che ci propone il suo ultimo lavoro intitolato “Tutto questo tempo”. Il romanzo è un’opera corale all’interno della quale la condanna del tempo è il perno della narrazione.

Sin dalle prime battute, in un crescendo tra presente e passato, emerge la prosa fresca e profonda del componimento. L’individualità, l’esistenza, il tempo che passa e muta e si plasma e si riavvolge e ci fa cadere e rialzare in un continuo di traguardi agognati e sperati sono soltanto alcune delle tematiche che troverete all’interno del testo se deciderete di leggerlo.

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Company Parade – Morgan Storm Jameson

È il 1918 e Hervey Russell è stanca. È stanca di quel marito, Penn, che nella veste di ufficiale dell’Air Force a Canterbury, non vuol saperne di tornare a casa per vivere con la moglie e il figlio con un lavoro normale. In verità i due vivono due realtà e due esistenze separate, una separazione della quale alcuno sembra davvero soffrire. Hervey è satura di aspettare. È satura di dover fare i conti ogni giorno con quel denaro mai sufficiente, è stanca di fare la casalinga e madre a tempo pieno, la sua personalità ha mille sfaccettature e ha bisogno di uscire, di trovare realizzazione. Ecco perché decide di lasciare il figlio Richard a una balia e di lasciare lo Yorkshire per cercare fortuna a Londra. Riesce a diventare assistente di copywriter in un’agenzia pubblicitaria dove il suo capo, David Renn, vede in lei molte potenzialità.

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Mio fratello rincorre i dinosauri – Giacomo Mazzariol

Osservare una persona speciale con gli occhi di un adolescente, amarla ma non riuscire ad accettarla completamente, a condividerla con la quotidianità. Con estrema dolcezza, sensibilità ed un tocco di leggerezza Giacomo, il protagonista, racconta di suo fratello Giovanni affetto dalla sindrome di Down. Giacomo Mazzariol e la sua famiglia: le sorelle Chiara e Alice, i genitori Katia e Davide, gioiosi, propositivi, forti, allegri, che fanno capire a Giovanni di essere un bambino come gli altri e come tale lo crescono, nella serenità e nel dialogo. Ed ecco Giovanni, il suo mondo costruito con le proprie regole, come giochi la rana e i dinosauri, per i quali prova un’ autentica venerazione, i sorrisi per tutti e la sua voglia di stupire sempre, Giacomo è affascinato da questo fratello speciale, e ben presto diventano un’anima sola.

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Il sussurro del mondo – Richard Powers

 

“Il sussurro del mondo”  – in originale “The Overstory” – di Richard Powers, tradotto da Licia
Vighi per La nave di Teseo, è il vincitore del premio Pulitzer per la narrativa 2019.
Mai come in questi anni l’interesse verso le tematiche ambientali si sono fatte imprescindibili,
ma questo non è l’unico motivo per cui leggere questo romanzo. La motivazione dei giurati
elogia “un romanzo dalla costruzione geniale, rigoglioso e ramificato come gli alberi di cui
racconta: la meraviglia della loro interazione evoca quella degli uomini che vi vivono accanto”.
Powers è al suo dodicesimo romanzo, ha insegnato all’Università di Stanford, in California, e si
è da poco trasferito sulle Great Smoky Mountains del Tennessee, negli Appalachi meridionali,
dove esiste – e resiste – una delle più vaste foreste vergine di latifoglie superstiti d’America.
Una scelta maturata durante gli studi per la stesura del suo ultimo romanzo: dice, infatti,
Powers:

“Mai un libro mi ha portato ad attraversare un continente e ha trasformato così tanto il mio modo di vivere e trascorrere le giornate”.

Ed è proprio questa la magia che il romanzo innesca: la necessità di conoscere e proteggere il
nostro polmone verde e le sue creature diventa più forte della paura per i disastri che il
cambiamento climatico determina.

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Hans Mayer e la bambina ebrea – Eleonora E.Spezzano

Romanzo d’esordio della calabrese Eleonora E.Spezzano, ambientato negli anni del nazismo. Una storia carica di emozione narrata dal singolare punto di vista di un ufficiale della Wehrmacht.

Hans Mayer e la bambina ebrea” – pubblicato da Bonfirraro Editore – è un libro che tenuto conto dell’età dell’autrice, appena quattordicenne, incuriosisce sin dalle prime pagine portando con sé inevitabili riflessioni sull’esistenza e sul destino che continuamente mette l’uomo (inteso in senso lato) alla prova.

Dunque, c’è questo giovane ufficiale tedesco dal carattere schivo e dal passato oscuro che indossa una divisa non amata, a cui non sente di appartenere, che durante una delle sue ordinarie spregevoli attività quotidiane, in una Varsavia devastata da fame e guerra, si troverà a dover scegliere all’improvviso, compiendo un passo definitivo verso una pericolosa svolta esistenziale.

La Spezzano ci propone in chiave narrativa una delle pagine più tristi e vergognose della storia del Novecento con una scrittura semplice, scorrevole e sicuramente degna di nota, che alla vicenda principale della piccola ebrea e dei campi di concentramento aggancia una potente storia d’amore, motore portante per il protagonista e per la sua amata, una giovane donna dall’incredibile forza d’animo.

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