Fratello

“Tutti si ostinavano a dire che eri bellissimo, ma mamma si prodigava nel ripetere che eri anche bravo perchè la lasciavi dormire quasi sette ore di fila e mangiavi regolarmente. A me non sembrava una cosa così lodevole, in fondo io lo facevo da otto anni e nessuno si sprecava nel sottolineare la mia efficienza.

(Riflessioni sulla fratellanza da parte di Paola Giannò, citazione tratta dal romanzo “Non volare via” di Sara Rattaro)

Liberazione – Imogen Kealey

Marsiglia, 1943. I tedeschi sono riusciti a invadere la Francia e dettano ormai le loro leggi senza remora alcuna. Nancy è una donna coraggiosa, una donna che non riesce a tollerare di dover convivere con il nemico, di dover chiudere gli occhi innanzi alle nefandezze. Ecco perché è parte attiva della Resistenza, con un impegno che non trova sosta, nemmeno nel giorno del suo matrimonio con Henri Fiocca, industriale che non manca mai di supportarla in ogni azione atta a contrastarlo. È una donna coraggiosa e temeraria, Nancy. Una donna tenace, caparbia e decisa, una donna che sarà però costretta a fuggire perché la Gestapo catturerà Henri e lei, conosciuta come Topo Bianco, non potrà far altro che allontanarsi per tornare a combattere dall’esterno per il suo paese. Cosa ne sarà di Fiocca?

«I loro sguardi si incontrarono e Henri si sentì gelare il sangue nelle vene. In quell’istante capì che né la legge, né i soldi o l’influenza della sua famiglia gli avrebbero offerto la protezione di cui aveva disperatamente bisogno

Liberazione”di Imogen Kealey è un romanzo storico che ha il grande pregio di riportare alla luce il volto di una figura femminile realmente esistita. Perché Nancy non è un personaggio della fantasia così come non lo è stato Fiocca. Entrambi hanno vissuto gli anni della Seconda Guerra Mondiale, seppur in modo diverso perché diverse saranno le loro rispettive sorti. Il duo dato da Imogen Kealey riesce perfettamente a rievocare lo spirito temerario di questa eroina che ha combattuto in prima linea per liberare il luogo chiamato casa, per riscattare il mondo da quella brutalità portata dai regimi dittatoriali. A favore dei diritti, a favore della libertà, a favore della democrazia e del semplice rispetto dell’umanità.

È un titolo, ancora, caratterizzato da una penna precisa e minuziosa, descrittiva e attenta a ogni dettaglio e che per questo non fatica a entrare nelle simpatie del lettore.

“Liberazione” è uno di quei titoli che hanno coraggio, coraggio di non dimenticare e di indurci a riflettere su una pagina della storia che non deve essere dimenticata e i cui eroi sono stati, tanto gli uomini quanto le donne. Buona lettura!

Demetra

Podcast 1

Fu Sera E Fu Mattina Il podcast-recensione

Recensione

Benedizione, Canto della pianura, Crepuscolo – Kent Haruf

Trilogia

Talvolta succede che i libri di cui ci innamoriamo capitino fra le nostre mani per via di curiose coincidenze. Ero entrata in quella libreria con l’intento di uscirne con un libro ben preciso: aveva avuto un successo mondiale e io non lo avevo ancora letto. Occorreva rimediare.

Era un lunedì pomeriggio qualunque quando varcai la soglia di quella piccola libreria indipendente con le pareti interamente rivestite da scaffali di legno ricavati da scatole di vino. Accanto alla cassa una curiosa riproduzione di una cabina del telefono inglese mi strizzava l’occhio, sul fondo del negozio un vecchio divano, anch’esso rosso. Un cartello sulla porta indicava di fare attenzione a non far scappare la gattina. Si prospettava un luogo interessante.

Una volta entrata la delusione fu immediata: il libro che cercavo non lo avevano. Non feci in tempo a disperarmi che Mauro (il libraio) mi propose in alternativa la trilogia di Haruf – “Credo che ti piacerebbe”. – Non mi aveva mai visto, non conosceva i miei gusti e mi voleva vendere tre libri al posto dell’unico che cercavo. Avrei avuto tutti i motivi per diffidare, invece mi accomodai un momento sul divano e iniziai a sfogliare “Benedizione”: non vedevo l’ora di tornare a casa a leggere, ma le sorprese non erano ancora finite. – “Visto che prendi tre libri nuovi te ne regaliamo tre usati, vieni che li scegliamo” – Non credevo alle mie orecchie! – Sono tornata a casa con sei libri e il desiderio irrefrenabile di iniziare a leggerli tutti. Immagino che comprenderete.

Tornando al nostro Haruf, che ho divorato in pochi giorni e mi ha incuriosito tanto da cercare notizie di questo autore americano che non conoscevo, ho scoperto che la casa editrice NN aveva deciso di pubblicare i tre volumi in ordine diverso da quello con cui l’autore li aveva scritti; dopo averli letti ho compreso e condiviso la scelta. Sul loro sito trovate una lettera in cui la spiegano.

Benedizione, Canto della pianura e Crepuscolo sono ambientati tutti nella cittadina di Holt, creata dalla fantasia dello scrittore e situata nei dintorni di Denver in Colorado. L’ambientazione è sempre la stessa mentre i personaggi, gli abitanti di Holt, in parte cambiano, almeno dal primo volume ai successivi due, che devono essere letti in sequenza. Il clima e il linguaggio di Haruf resta lo stesso ed è proprio quello che vi farà innamorare rendendo Holt un posto del cuore.

Il suo ritmo pacato e l’essenzialità dei dialoghi, editi in una forma particolare che ho apprezzato, sembreranno un sussurro e vi renderanno spettatori della vita di quella comunità immaginaria, persone come tante la cui esistenza è costellata, come per ognuno di noi, di tutti quei piccoli frammenti di quotidianità che Haruf ci regala utilizzando le parole con una impercettibile e magica abilità, raccontando le cose di ogni giorno riuscendo a non essere mai banale, anzi.

Non crediate che non esistano difficoltà, imprevisti o momenti dolorosi. Come già detto la vita immaginaria di Holt è del tutto simile a quella reale, dove niente è risparmiato. La poesia è in come tutto ciò viene raccontato.

Non sono moltissime le opere di questo autore, che ci ha purtroppo già lasciato, dopo essere giunto alla notorietà solo in età matura. La contea di Holt mi è rimasta nel cuore come ne fossi diventata io stessa una sua abitante e credo che presto andrò alla ricerca delle altre sue creazioni, sperando di ritrovarmi nuovamente immersa nella pace delle sue parole.

Paola

Malia d’Italia – Marina Stepnova

«Distinguersi non era bello. Né a quei tempi, né a quell’età, né in quel quartiere. […] Soltanto il grigiore assicurava una qualche tranquillità.»

Marina Stepnova, dopo il grande successo di “Le donne di Lazar’” a luglio 2020 è tornata in libreria con “Malia d’Italia”, opera che vede quale protagonista Ivan Sergeevič Ogarëv, un medico cresciuto con i dettami della scuola sovietica degli anni ’70 (che quale unico obiettivo aveva quello di forgiare dei perfetti comunisti conformati al dogma e all’istituzione imposta) e con gli insegnamenti di un padre ferreo e radicato nei suoi principi. Ed è infatti il rapporto con il padre ad aver maggiormente influenzato la sua crescita e la sua infanzia. Quest’uomo è una figura imponente e fedele nel midollo alla bandiera, non innamorato di quella donna mediocre asservita al suo volere ed è un padre che incide sulla formazione del medico perché riesce a farlo sentire sempre e perennemente inadeguato tanto che, cresce pieno di sensi di colpa e paure.

L’evolversi del romanzo prende le fila dalla vita del protagonista passando dai primi innamoramenti ai primi approcci alla lettura e a quella sempre maggiore passione per la medicina che finirà per essere il suo scopo dell’età adulta.

Ma il lavoro dell’autrice tocca ben quarant’anni di storia russa ed europea attraverso lo sguardo del suo protagonista e del suo vivere quotidiano intervallato da relazioni e sentimenti per il primo grande amore Netočka e da tutti quegli incontri e quelle relazioni umane che verranno a instaurarsi in una società in fermento e piena di cambiamenti e che crollerà definitivamente con il disastro di Čhernobyl’.

Malja e le sue efelidi sono presenti nel titolo per quel ricordo che aleggia nella mente come una costante che mai viene a mancare. Ella è la figura con la quale il medico conoscerà un calore diverso da quel freddo sovietico a cui da sempre è stato abituato, dentro e fuori.

A personaggi solidi e a un componimento eterogeneo, stratificato e vasto che tocca tematiche importanti e di grande pregio, si aggiungono descrizioni meticolose e minuziose che non mancano di rendere vivido nella mente del lettore l’ambiente circostante. Ciò consente ancora di più di sentire sulla propria pelle l’ostilità del contesto in cui si svolgono i fatti.

Ancora, al tutto, si aggiunge una scrittura profonda, magnetica, corposa che, anche questa volta, arricchisce il testo impreziosendolo di quel quid tale da renderlo unico nel suo genere. Magistrali gli approfondimenti storici e letterali che solo in apparenza fanno da cornice.

Un grande libro da leggere e custodire.

Demetra

Chesil beach – Ian Mc Ewan

Un titolo che riprende il nome di una deliziosa spiaggia di ciottoli, Chesil Beach, situata sulla costa sud-ovest dell’Inghilterra, per narrare una storia d’amore (e non solo) ambientata negli Anni Sessanta tra due ragazzini inesperti provenienti da famiglie tra loro diversissime. Certo che con questo romanzo, l’autore Ian McEwan non propone solo spunti sull’amore adolescenziale e sul differente approccio alla sessualità del maschio e della femmina (contestualizzato nel preciso momento storico, quando tutto era tabù), bensì una serie di importanti e profonde tematiche quali lo scontro generazionale, la pesantezza di una differente provenienza socio-culturale ma anche la scomodità di quella onnipresente ombra (nella famiglia di lui) della disabilità mentale. Già dall’incipit si intuisce la diversità di Edward e Florence, i due ambiziosi protagonisti alle prese con le proprie inconfessate (e probabilmente contrapposte) aspirazioni.

Erano giovani, freschi di studi e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile. Anche se facile non lo è mai.”

Interessante ed efficace per una maggiore comprensione del lato intimo ed emozionale di ciascuno dei due protagonisti, la narrazione tramite il punto di vista alternato tra il maschile e il femminile.

Edward era ancora molto arrossato, le pupille dilatare, le labbra socchiuse, il respiro breve e irregolare, accelerato. Quella settimana di assurda astinenza in preparazione delle nozze giocava pesante sull’alchimia del suo giovane corpo. Florence gli stava dinanzi talmente viva e preziosa, e lui non sapeva bene che fare. […] Toccando la coscia di Florence si era in un primo tempo sorpreso di sentire la pelle fresca e per qualche ragione la cosa l’aveva eccitato parecchio.”

‘Chesil beach’ è una storia che invita a riflettere sui pesanti condizionamenti familiari circa il tema del matrimonio, tuttora presenti anche se in forma minore rispetto all’epoca narrata, così come sull’orgoglio e sulla mancanza di coraggio che talvolta fanno dire un sì al posto di un no (o viceversa) capaci poi di influire e determinare l’intero corso della vita. E’ come se, Ian McEwan, narrando uno spaccato abbastanza comune, in questo libro uscito in Italia nel 2007 (Einaudi) e da cui nel 2017 è stato tratto un film, esortasse a tenere bene a mente il pensiero spesso sottovalutato, che ogni giorno, ogni ora, ogni momento, sia con le grandi che con le piccole decisioni, anche per cose in apparenza semplici e banali, diamo continuamente una direzione al nostro futuro. Lettura consigliata (anche se non il suo romanzo migliore).

Lida

Trio, storia di due donne, un uomo e la peste a Messina – Dacia Maraini

Dacia Maraini torna in libreria con un titolo che parla di amicizia, amore e legami in un periodo storico molto particolare che vedendo il dilagare della peste, per effetto, si ricollega a quello attuale che stiamo vivendo. Le vicende sono infatti ambientate in Sicilia nel 1743 e protagoniste dell’opera sono Agata e Annuzza, amiche dai tempi dell’infanzia. Le due donne, a causa dell’epidemia sono spinte ad abbandonare la città e a ripararsi in campagna. Per quanto siano legate da un affetto solido, il loro rapporto deve far fronte a un triangolo impossibile da celare: l’una, sposata con quest’uomo di una bellezza e un fascino irresistibili, apprende che quest’ultimo è innamorato e ricambiato dall’altra, l’amica di sempre.

Le due donne ne sono consapevoli; eppure, mantengono al riguardo un atteggiamento privo di qualsivoglia astio. Per mezzo dello strumento dell’epistola, che caratterizza l’intero lungo racconto, delineano questo triangolo sinceramente molto inverosimile. Una vicenda poco credibile a cui si sommano personaggi non veritieri e privi di quelle che sono le emozioni umane. Al tutto si aggiunge uno stile piatto, poco coinvolgente. Questo, probabilmente, anche a causa della forma narrativa scelta che non propriamente si presta a un elaborato di siffatto contenuto.

Un titolo che non soddisfa pienamente, da leggere per quello che è senza pretesa alcuna.

Demetra

Come un respiro – Ferzan Ozpetek

Una storia di vita che ispira riflessioni sui bivi esistenziali nel contempo suscitando un gorgo di indefinibili emozioni, anche dettate dall’onnipresente sottofondo della suggestiva aria bizantina-ottomana. “Come un respiro” (Mondadori, marzo 2020) di Ferzan Ozpetek, il grande regista turco ormai da tempo italianizzato, è un libro che scorre, si legge bene e velocemente.

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Fu sera e fu mattina – Ken Follett

Corre l’anno 997 in quel di Combe, una cittadina sudoccidentale dell’Inghilterra. Il diciottenne Edgar sta per vivere quella che è la notte più intensa e bella della sua vita perché sta per scappare con Sunni, la ventunenne che ama.

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