Bowles Paul, Il thé nel deserto

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Il thé nel deserto di Paul Bowles è uno dei libri più interessanti che abbia mai letto per moltissime ragioni. Il titolo originale del romanzo è “Sheltering sky”, mentre nella versione italiana si è però preferito utilizzare un altro titolo, proprio per cercare di evocare maggiormente le atmosfere africane in esso narrate.

Anche se la trama non si può definire “tradizionalmente” avvincente, il lettore, proprio seguendo le vicende dei due personaggi, Kit e Port, viene immerso in una dimensione spirituale.

Parte degli eventi principali presenti nel libro vengono ripresi nell’omonimo adattamento cinematografico del regista Bernardo Bertolucci. Nel film viene data vita ai personaggi magistralmente, avendo scelto accuratamente delle “set locations” che potessero suggerire i luoghi descritti da Bowles.

Sfortunatamente, nell’adattamento cinematografico viene semplificata la trama, essendo tralasciati alcuni eventi salienti del libro e la storia narrata viene epurata di quella spiritualità che è molto forte nel romanzo.

Tornando al libro, si può affermare senza ombra di dubbio che è un romanzo che fa riflettere e che si apprezza sempre più man mano che si giunge nel cuore della storia. Inizialmente, sembra quasi leggere il classico romanzo in cui il tema centrale è il viaggio. In realtà, già dalle prime pagine si può intuire che la storia potrebbe intraprendere una direzione inaspettata. Dalla frase cult “non siamo turisti siamo viaggiatori” si percepisce che il viaggio dei protagonisti non è tanto fisico, quanto spirituale. Kit e Port sono una coppia in crisi e decidono di intraprendere questo viaggio in Africa per cercare di ritrovare se stessi, ma è risaputo che il Sahara è uno dei luoghi più insidiosi della terra.

Bowles che ha vissuto buona parte della sua vita a Tangeri, conosceva dettagliatamente i vari luoghi del romanzo, fornendo al lettore delle loro descrizioni così reali che sembra di esservi catapultati.

Emerge chiaramente quanto l’autore amasse il deserto e le sue leggende, soprattutto quella da cui prende il nome il romanzo nella versione italiana.

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IT – King Stephen

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IT – King Stephen

É estremamente difficile parlare di un libro come It, che sfugge ad ogni possibile definizione o classificazione. Prima di approcciarmi a questa lettura, a lungo rimandata negli anni, identificavo It come il clown  agghiacciante, che tanto fa paura. Niente di più riduttivo. It non è un horror, non solo almeno. Certamente ci sono dei momenti in cui, mentre leggi, inizi a sbandare per ogni singolo scricchiolio che senti in casa. In questo senso il libro inizia con i fuochi di artificio: la morte di Georgie è spaventosa quanto triste. Il clown, nella sua prima e improvvisa apparizione dallo scolo delle fognature, trasmette molta ansia, inquietudine e…voglia di fuggire!!!! Anche se le scene più agghiaccianti sono quelle in cui si sentono le voci dei bambini morti provenienti dal
lavandino: lì ho teuto seriamente che non sarei mai più entrata in bagno 😀
Tuttavia, It è molto di più.
It è la storia di un’amicizia, anzi, è la storia dell’amicizia: quell’amicizia pura, nata nell’infanzia, che supera ogni cosa, sprigionando una forza che è capace di vincere anche il peggiore dei mali.
Inoltre, il romanzo affronta temi importanti, come la violenza sulle donne, l’amore oppressivo dei genitori per i figli, il dolore per la perdita di un figlio che spezza per sempre le vite dei genitori…
Con il tempo, perdendosi nelle pagine, la paura passa. Non so perché, non so se sia il libro ad essere meno pauroso (ma non credo), o semplicemente ci si abitua, si entra nella storia e quasi (quasi eh :D) si inizia a trovare normale ciò che si legge.
Soprattutto, con il tempo ci si affeziona talmente ai personaggi da sentirli propri amici.
Ho provato empatia per ognuno di loro: in ognuno di loro ho visto qualcosa di me.
E ora, dopo 1200 pagine in cui raramente la mia attenzione è calata, mi mancano. Ed è una bella sensazione da provare quando si finisce un libro.
Solo il finale mi ha lasciata un po’ perplessa, per una serie di ragioni: innanzitutto, mi sto ancora interrogando sul significato profondo del momento in cui la piccola Bev decide di avere un rapporto sessuale con ciascuno dei suoi sei amici, a turno, nella stessa notte.
Inoltre, ho trovato un po’ banale la storia delle uova di It. Mi ha fatto quasi sorridere.
Ma soprattutto, aver scoperto che It è un ragno ha fatto crollare un mito 😀
La conclusione è amara, ma inevitabile: dopo aver ucciso It, i superstiti tornano ciascuno alla propria vita e progressivamente dimenticano…e si dimenticano gli uni degli altri.
Maria

Tabucchi, Antonio – Notturno indiano

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La vita è un insieme di strade che possono intrecciarsi o meno, un potpourri di percorsi razionali, voluti, decisi a tavolino o anche incongrui e vagamente contradditori, proprio come in questo libro.

L’India è una terra che ispira possibilità altrove additate come pazzie, come scelte inopportune, per antonomasia è la terra dove noi occidentali potremmo trovare, tastare con mano la via alternativa e fuori da ogni schema, regola e/o controllo, è un luogo il cui particolare e corposo fascino attira individui ‘in cerca di qualcosa’ per periodi brevi o per sempre.

In India si sono perse le tracce di molte persone che hanno deciso un bel giorno di fuggire dalla costrizione di una società soffocante e onnipresente; qua tutto è possibile, anche il postino americano che da Filadelfia, dove per anni consegnava posta ai signorotti fugge o meglio si lascia catturare dalla nuova vita senza obblighi, vagabonda ma finalmente serena e appagata, che dal suo pittoresco luogo di surrealtà scenderà di tanto in tanto coi piedi per terra solo per spedire cartoline con i propri saluti ai destinatari cui una volta consegnava lettere e plichi sognando ad occhi aperti la libertà.

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Il nostro gruppo di lettura cresce!

Annunciamo con grande piacere che venerdì 2 Marzo il gruppo di lettura si svolgerà anche a Lido di Camaiore presso il Mosaica Book Bar.
Saremo lieti di ospitare tutte le persone che hanno piacere di condividere con noi la passione per i libri.
Venite a trovarci!

Per tutte le informazioni visitate la pagina web dell’evento qui:

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Ninfee nere, Michel Bussi

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Ninfee nere, Michel Bussi

Ho appena finito di leggere le ultime pagine… Sono sbalordita, soprattutto perché, quasi fino alla fine, non avevo capito niente. Credo che questo sia già un ottimo biglietto di presentazione per un giallo/thriller. Ammetto che all’inizio ho fatto un pochino fatica ad appassionarmi. Le pagine scorrevano lentamente e non mi sentivo a mio agio tra tutti quei personaggi. All’improvviso, però, tutto è cambiato e non mi sono più staccata dall’e book reader fino alla fine.
Non avevo compreso la sfasatura temporale, che ho trovato geniale, né avevo compreso che le tre donne intorno alle quali la storia si snodava davanti ai miei occhi erano in realtà la stessa persona, in tre diverse fasi della vita. Sono sbalordita. Ma si tratta di uno stupore positivo. Al culmine dell’ansia, dopo le rivelazioni finali, inaspettatamente è arrivato il finale tenero, che ho trovato appropriato e non esagerato.

Lettura stra consigliata.

Maria

De Roberto Federico, I viceré

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E’ la storia di una famiglia catanese di antica discendenza spagnola, gli Uzeda di Francalanza, ambientata ai tempi del Risorgimento meridionale a partire dagli ultimi anni della dominazione borbonica sino all’Unità d’Italia e oltre.

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Il primo bookcrossing di Libriamoci

Annuncio a tutti i lettori di questo blog che presto partirà il primo BOOKCROSSING DI LIBRIAMOCI. Come ho spiegato sul gruppo di Facebook, sceglierò io un libro e lo farò girare tra tutte le persone che avranno piacere di partecipare a questa iniziativa. Il libro sarà “segreto”, scoprirete di cosa si tratta solamente se deciderete di leggerlo. L’intento è quello di fare un esperimento di condivisione tra lettori. Sarete liberi di lasciare appunti, saluti, disegni, biglietti, cartoline, matite, penne, gadget e qualsiasi cosa all’interno del libro. Anzi, DOVETE FARLO 
Sarà disponibile un documento, nella sezione File del gruppo Facebook, in cui ci sarà un ordine da seguire per passarci il libro. Chiunque può partecipare, anche le persone che non riescono a venire fisicamente al gruppo di lettura o quelle che vivono fuori Viareggio. Il libro potrà essere spedito per posta raccomandata per tracciarlo ed evitare di perderlo.

Partecipate numerosi! Sapete che ho già fatto questo esperimento e vi assicuro che è una gran bella iniziativa!

Chi volesse aderire, lasci un commento al post su Facebook ed io lo inserirò nella lista.

BUONA AVVENTURA LIBROSA A TUTTI!

La strada stretta verso il profondo nord, Richard Flanagan

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La strada stretta verso il profondo nord, Richard Flanagan

Questo romanzo ha vinto il Man Booker Prize nel 2014; un premio di grande importanza che dà fama internazionale. Si tratta del più importante premio nazionale britannico che seleziona i migliori libri tradotti in inglese.

Il titolo è tratto da un haiku giapponese ovvero un piccolo componimento poetico di tre versi. Ne ritroviamo spesso anche altri tra le pagine del libro.

La storia è ambientata nel periodo della costruzione della Ferrovia della morte da parte dei Giapponesi. Tale linea avrebbe dovuto collegare, attraverso la Birmania, Bangkok all’India in modo da consentire ai giapponesi di conquistarla. Alla fine l’impresa non fu mai portata a termine in quanto la presenza della foresta pluviale lo impedì.

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Solo il mimo canta al limitare del bosco, Walter Tevis

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Solo il mimo canta al limitare del bosco, Walter Tevis

Libro tanto bello quanto agghiacciante. Mi sono persa tra le pagine, ritrovandomi catapultata in un mondo privo di umanità, dominato dalla “privacy” e dall’isolamento, in cui i robot, costruiti per servire l’uomo, sembrano aver preso il sopravvento, nonostante più volte ne venga evidenziata la stupidità. Non ho potuto fare a meno di chiedermi se questo possa essere davvero il futuro dell’umanità. Lo stupore di Paul e di Mary Lou dinanzi a concetti per noi fin troppo scontati, come la famiglia o l’amore, mi hanno fatto riflettere molto su quanto diamo per scontate cose che così scontate non sono. Ho adorato il personaggio di Bob, la sua apparente freddezza robotica, che nasconde un dolore profondo, dai connotati fortemente umani, in un mondo in cui di umano è rimasto ben poco. Il finale lascia uno spiraglio di speranza non solo per la nuova famiglia che si è creata, ma anche per la sospensione delle droghe. Forse l’umanità non è finita. Ma più che il lieto fine di Paul e Mary Lou, credo che porterò nel cuore l’immagine di Bob che precipita libero e felice dall’Empire State Building. Molto bello è anche il viaggio di Paul, che inizia con l’evasione dalla prigione, accompagnato da un gatto e dalle sue sole forze.

Maria

22/11/63, Stephen King

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22/11/63 – Stephen King

Era tanto tempo che non mi capitava di piangere per un libro, non solo di commuovermi, ma proprio di piangere. Volevo leggere questo libro già da un po’, ma ero spaventata dalla mole di pagine. Probabilmente questo era il momento giusto. Le oltre 600 pagine sono scivolate via in un soffio, lasciando dentro di me una sensazione di mancanza, quel vuoto dolcissimo che si crea quando un libro finisce, ma tu vorresti leggerne ancora. Non saprei spiegare cosa esattamente mi abbia catturato di questa storia. Certamente il tema dei viaggi nel tempo è molto affascinante, complicato, misterioso anche se ho trovato eccessivo lo sconvolgimento che ha avuto il mondo per il solo fatto che Kennedy sia stato salvato, insieme alla famiglia di Harry.

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