La misura del tempo – Gianrico Carofiglio

È tornato in libreria l’avvocato Guido Guerrieri, fortunato personaggio ideato da Gianrico Carofiglio. Questa volta il legale è chiamato a dover risolvere un caso che lo riguarda da vicino essendo, Lorenza, la madre del suo imputato, una donna con la quale negli anni ’80 ha avuto una relazione sentimentale. Iacopo, il figlio, è in prigione. È in prigione con la gravissima accusa di omicidio. E mentre il giovane sembra non aver interesse alcuno alla sua difesa, la donna di professione insegnante precaria, ha perso tutta la sua lucentezza e tutta la sua bellezza. Di lei non resta altro che una figura opaca consumata dalla nicotina e dai debiti che ha dovuto contrarre per fare fronte alle tante e ingenti spese necessarie per la difesa del ragazzo.

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Lontano da casa – Pinar Selek

L’esilio involontario, il dolore per questo, la forza e la speranza, il coraggio di una donna la cui libertà è in serio pericolo. Da questi brevi presupposti ha inizio l’opera di Pinar Selek, sociologa attivista femminista nonché scrittrice di origini turche. Pinar da sempre si allena a respingere le pareti degli spazi reali e immaginari, da sempre è avvezza avventurarsi sempre più lontano, verso l’ignoto, verso la bellezza degli incontri, verso quelle frontiere di cui i legami si prendono gioco. Tuttavia, è costretta ad affrontare il più grande degli ostacoli: un processo senza fine che ancora oggi la vede destinataria di una plausibile condanna all’ergastolo.

Accusata di un reato per il quale si è dichiarata innocente, è stata incarcerata per due anni e mezzo, è stata oggetto di tortura, ha lottato con le unghie e con i denti ergendosi al mondo con uno sciopero della fame e alla fine, l’esilio. Sono passati vent’anni eppure, ancora oggi, una sentenza di assolvimento o di condanna, non c’è. Come sopra anticipato si tratterebbe di una condanna all’ergastolo, che si aggiungerebbe a un dolore già di per sé protrattosi nel tempo.

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Il tempo di un abbraccio – Perla

I primi 3 giorni di Sudan li ho pedalati insieme ad Andreu…
Andreu è un giovane ragazzo catalano che è partito più o meno 4 mesi fa da Girona in bicicletta, si è pedalato I Balcani, è arrivato ad Atene e poi da lì è volato nel caos del Cairo. Ha avuto le sue piccole vicissitudini con la polizia egiziana e alla fine è entrato in Sudan. Io e lui ci siamo incontrati a Wadi Halfa, la prima cittadina passato il confine sudanese.
Andreu mi é piaciuto subito per una semplice questione di energia.


Lui quasi 24 anni… io quasi 45. Lui con la metà del bagaglio. Io con il doppio del peso appresso.
Andreu ex corridore di bicicletta. Io con un andamento lento. Una volta constatate tutte queste cose abbiamo deciso comunque di partire insieme, senza nessun impegno, così sono stati 3 giorni insieme, 3 giorni straordinariamente diversi.
Perché io e Andreu abbiamo pedalato sempre fianco a fianco, chiacchierando per ore. Della vita. 3 giorni di viaggio lento per lui, veloce per me. Con una media di 70/80 km al giorno. Delle colazioni lunghissime… 4 forature… un tempo dilatato… un sacco di incontri.

La storia di Andreu è abbastanza bizzarra.
LUI nemmeno 2 anni fa ha avuto un tumore nella parte alta del femore e avrebbero dovuto amputargli una gamba. Poi I dottori hanno iniziato con una chemio. LUI ha reagito bene. Le chemio sono diventate 3. L’ amputazione è saltata..
Lui dopo un anno tra letto e sedia a rotelle è tornato alla vita. Più bello di prima.

Andreu dovrebbe fare i controlli ogni 3 mesi. Ma il suo dottore ha capito… e gli ha dato il permesso di pedalarsi l’Africa e i Balcani…
Andreu dove arriverà ancora non lo sa. Il fantasticare sulle nostre rotte era un argomento di conversazione. Uno dei tanti argomenti che abbiamo trattato, insieme al senso della vita… e al domandarsi perché sia così importante riuscire ad essere felici.

                                                     

Prestando un’immensa attenzione ad ogni parola e a tutte le meraviglie che ci accadevano intorno. Poi un giorno mentre pedalavamo abbiamo rischiato di fare un incidente: da un pick up che procedeva in direzione opposta, durante una curva, si è staccato un barile sistemato nel cassone. Il barile c’è sfrecciato davanti.

Ho detto ad Andreu:

Se fossimo partiti 8 secondi prima stamattina quel bidone ci avrebbe preso in pieno. 

Andreu ha risposto:

Il tempo di un abbraccio.

Poi me l’ha spiegato. La sera prima eravamo andati a comprare il pane nel villaggio dove avevamo piazzato le tende ed il fornaio mi aveva regalato 7 pagnotte. Quella mattina ci eravamo tornati ed il fornaio aveva regalato 4 pagnotte ad Andreu. Cosi io m’ero avvicinata alla griglia che divideva il negozio dai clienti e avevo infilato testa, spalle, braccia e busto nella finestrella da cui veniva consegnato il pane… abbracciando il fornaio… che in Sudan non è cosa normale.

E in effetti il conto poteva tornare…  8 secondi … forse 10… tra le risate di chi era andato a fare la spesa… per un totale di 11 pagnotte… e il tempo di un abbraccio… poco prima che quel bidone ci lasciasse passare.

Alla fine se ci penso anche io e Andreu siamo stati insieme il tempo di un abbraccio.
Poi con semplicità, come ci siamo trovati ci siamo separati.
Sopratutto perché in quel viaggio ci aspettavano incontri diversi. Il fato non è lo stesso per ognuno, quando si cercano cose importanti.
Ad Andreu auguro tutta la “fortuna” di questo pianeta. Anche se Andreu mi è sembrato un tipo che la fortuna è in grado di farla arrivare. Lo guardavo spesso mentre pedalava, cercando di capire se avesse paura.
Ma l’unica cosa che riuscivo a vedere era una luce particolare ed un sorriso che aveva un mondo da attraversare…

                                               

                                      Perla

Cattiva – Myriam Gurba

L’uomo, un maniaco sessuale, ha già aggredito molte donne, stuprando e uccidendo una di loro; la messicana Sophia Torres. Ossessionata dallo spettro di Sophia, Myriam Gurba racconta il suo “dopo violenza”, ripercorrendo in queste pagine sconvolgenti la sua storia. Un viaggio nel tempo: l’infanzia felice, scissa tra cultura messicana e americana; il rapporto magico con la nonna Abuelita; quello trasgressivo con le compagne di college a Berkely. Ma anche l’approccio ai grandi della letteratura e della filosofia, la scoperta e l’identificazione in due figure femminili molto forti nell’arte contemporanea: Ana Mendieta e Hannah Wilke.

Un libro originale, non per tutti. Una prosa a tratti difficile, a tratti ipnotica. Temi scomodi, il razzismo, le molestie, lo stupro. Una testimonianza feroce e sincera che ho molto apprezzato.

Siamo in America negli anni novanta, nella vita di Myriam, in quel flusso di coscienza che sono i suoi pensieri. Non c’è via di scampo, imprigionati nella sua mente, ci trascina all’inferno. Conosciamo tutto di lei: siamo bambine spensierate, poi giovani adolescenti alla scoperta di un corpo che cambia, che non sempre si accetta, siamo le sopravvissute di uno stupratore seriale, di uno spudorato assassino. Leggiamo la sua storia, e non possiamo che apprezzarne la forza, la spiccata ironia che la contraddistingue, sempre attenta a proteggere il suo dolore.

Myriam Gurba è una ragazza cattiva perché ha imparato a usare la sua cattiveria come arma di difesa non solo per le violenze fisiche, ma anche per le offese subite, non per ultima la reazione del padre alla notizia della violenza, che accusa la figlia di essersi vestita in maniera sbagliata.

Difesi la mia scelta in merito all’abbigliamento, urlando uno sloga che avevo sentito urlare da una femminista isterica durante un talk show: QUELLO CHE INDOSSA UNA DONNA NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON IL FATTO CHE VENGA STUPRATA!

La storia di Myriam è la storia di molte donne, è l’inno alla vita, l’esempio di come sia possibile rialzarsi e combattere per se stesse e per le altre. Un libro che consiglio.

        Manuela

L’angelo di Monaco – Fabiano Massimi

«C’è chi è fatto per la realtà, commissario Forster, e chi è fatto per la finzione»

Il destino. Siamo davvero consapevoli di quando questo comincia a compiersi? Siamo davvero sicuri di riuscire ad accorgerci di questo fato che incombe su di noi, che si paventa sul nostro cammino fiero e imperscrutabile al punto tale da sconvolgere quei sentieri che credevamo certi? E ancora, quando e di chi possiamo davvero fidarci? Forse non ce ne accorgiamo che a fatti occorsi, forse, semplicemente, ce ne accorgiamo quando la nostra fiducia è stata donata con la massima sincerità, certezza e umiltà a chi ci ha fatto credere di potersela guadagnare. Certe volte poi, a rendere tutto più complesso è l’insieme delle circostanze storiche e sociali che ci circondano, un po’ come accade ne “L’angelo di Monaco”, romanzo d’esordio di Fabiano Massimi, modenese classe 1977 che ci dona un testo dalle mille sfaccettature e dalle molteplici riflessioni.

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Il richiamo della foresta – Jack London

Ultimamente si sta molto parlando dell’uscita prossima ventura del lungometraggio tratto da questo grande classico della letteratura americana. Protagonista, oltre che un Buck in computer grafica molto ben realizzato, anche uno straordinario – almeno a giudicare dai trailer – Harrison Ford. In realtà non è il primo film, ricordo molto bene, verso la fine degli anni ’90 quello il cui protagonista umano era il compianto Rutger Hauer.

Un film su Buck non è cosa data per scontata. Molti, i temi affrontati nel romanzo che vi invito a leggere se non prima di recarvi al cinema, almeno successivamente.

Jack London nel suo primo romanzo ci parla attraverso l’esperienza del cane Buck della famosa corsa all’oro nel Klondike. Ma non solo: è un romanzo prettamente autobiografico in quanto London rinunciò agli studi universitari in California proprio per recarsi in quelle lande fredde e desolate assieme ad altri avventurieri e là sperimentò non solo la dura vita ma analizzò certi aspetti della natura, dell’educazione ambientale e del darwinismo.

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Lettere a Olga – Vàclav Havel

Vàclav Havel – artefice della Rivoluzione di Velluto – è stato Presidente sia della Repubblica Cecoslovacca che di quella Ceca, dopo il crollo del regime comunista nel 1989. In “Lettere a Olga” (Santi Quaranta Editore) si raccoglie parte della corrispondenza che Havel, uomo di grande spessore, pensatore, drammaturgo e scrittore di fama mondiale, inviò alla moglie durante la detenzione nelle dure carceri comuniste.

... penso che la rassegnazione, l’indifferenza, la durezza di cuore e l’indolenza dello spirito siano dimensioni di una genuina “incredulità” e di una genuina “perdita di significato”. La persona che è precipitata in questo stato, non solo cessa di porsi l’interrogativo sul significato della vita ma non vi risponde più nemmeno spontaneamente e a priori con la propria vita, con il fatto di vivere per qualcosa, ma semplicemente perchè deve, perché si sente obbligata, perché è così. La persona che ha perso completamente il senso della vita vegeta e non le importa di farlo; vive come un parassita e non se ne cura; è interamente assorbita dal proprio metabolismo e niente le interessa al di fuori di questo: le altre persone, la società, il mondo, l’esistenza per lui sono unicamente cose da consumare, o evitare o trasformare in un luogo dove passare la notte.”  […]   “La tragedia del mondo moderno non risiede nel fatto che l’uomo conosca sempre meno il significato della propria vita, ma che ne sia sempre meno interessato.”

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Onori – Rachel Cusk

Con la pubblicazione di “Onori”, Rachel Cusk, classe ‘67, inglese di origine canadese, conclude la brillante trilogia consacrando il sentiero percorso dalla sua protagonista, Faye, ammaliante scrittrice inglese di successo, e lo fa utilizzando un inedito linguaggio narrativo. Magistralmente tradotto da Dania Nedotti per Einaudi Stile Libero, Onori – Kudos in lingua originale, si aggiudica già il posto tra i migliori libri dell’anno.

Fotografato dalle più esclusive book-influencer, il tam tam sui social ne ha fatto, anche grazie alla splendida copertina originale, un oggetto del desiderio e di moda. Strizzando l’occhio alla “trilogia dell’incomunicabilità”, i tre libri, Resoconto, Transiti e Onori, fanno parlare di “trilogia dell’ascolto” considerato che le circa 600 pagine totali sono impresse come pellicola fotosensibile di storie e confessioni che la protagonista ascolta senza allogare giudizio o intromissione, solo legandole insieme. Attenta come un regista di reportage, la Cusk, inquadra i suoi soggetti senza interferire e proietta degli attenti ritratti, curati nei minimi dettagli, delineando una perfetta caratterizzazione dei personaggi.

Oltre ad altri romanzi, l’autrice ha avuto successo con due libri a metà tra il saggio e il memoriale: “A life’s work” sulla maternità e “Aftermath” sul divorzio; evidentemente questo genere letterario, più della narrazione classica, ha favorito la ricerca formale da cui è nata la trilogia.

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Tutto questo tempo – Nicola Ravera Rafaele

Torna in libreria Nicola Ravera Rafaele autore de “Il senso della lotta” che ci propone il suo ultimo lavoro intitolato “Tutto questo tempo”. Il romanzo è un’opera corale all’interno della quale la condanna del tempo è il perno della narrazione.

Sin dalle prime battute, in un crescendo tra presente e passato, emerge la prosa fresca e profonda del componimento. L’individualità, l’esistenza, il tempo che passa e muta e si plasma e si riavvolge e ci fa cadere e rialzare in un continuo di traguardi agognati e sperati sono soltanto alcune delle tematiche che troverete all’interno del testo se deciderete di leggerlo.

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Company Parade – Morgan Storm Jameson

È il 1918 e Hervey Russell è stanca. È stanca di quel marito, Penn, che nella veste di ufficiale dell’Air Force a Canterbury, non vuol saperne di tornare a casa per vivere con la moglie e il figlio con un lavoro normale. In verità i due vivono due realtà e due esistenze separate, una separazione della quale alcuno sembra davvero soffrire. Hervey è satura di aspettare. È satura di dover fare i conti ogni giorno con quel denaro mai sufficiente, è stanca di fare la casalinga e madre a tempo pieno, la sua personalità ha mille sfaccettature e ha bisogno di uscire, di trovare realizzazione. Ecco perché decide di lasciare il figlio Richard a una balia e di lasciare lo Yorkshire per cercare fortuna a Londra. Riesce a diventare assistente di copywriter in un’agenzia pubblicitaria dove il suo capo, David Renn, vede in lei molte potenzialità.

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